U LAUREDDU PER LA PASQUA DEL VIRUS CORONA

Rep: Avanza un’altra primavera, ecco che arriva un’altra Pasqua che sarà ricordata come la Pasqua del Virus  Corona. Anche se in tono minore, i riti religiosi saranno celebrati ugualmente attraverso tv e social, un modo nuovo di partecipazione a cui tutti, anche chi è avanti con l’età, stanno cominciando a familiarizzare. Gli Italiani, lo sappiamo, anche in questo periodo pauperistico, non possono fare a meno di rinunciare alle inveterate tradizioni che, proprio perché dure a morire, vengono perpetrate di anno in anno, di generazione in generazione. I siciliani, ancor di più, nel periodo della quaresima, sono soliti preparare, per la gioia dei bambini, u laureddu dalle origini antichissime, ma dal significato profondo ed intrinseco perché ricorda la nascita, il sacrificio, la condivisione, la speranza. Consiste nel riporre, il primo venerdì di quaresima, semi di lenticchie o cereali o frumento su cotone inumidito e, nel men che non si dica, spunteranno i primi verdi e teneri germogli. Poi, abbellito e adornato con fiori di campo, nastrini e fiocchetti colorati, si dona alle chiese il giovedì santo, il giorno dei sepolcri.

Graziella Fortuna

SABATO IL PEZZO INTEGRALE