EZECHIA PAOLO REALE: LA POLITICA CONDIZIONA LA MAGISTRATURA? BEH, CI SONO PASSAGGI INQUIETANTI. LE REGOLE VALGONO SEMPRE PER TUTTI O NO?

Scrive Ezechia Paolo Reale: Premetto che non sono affatto un fan dei porti chiusi e che sostengo da sempre la necessità di creare corridoi umanitari.
Tre domande.
1. Perchè la Procura di Agrigento sente il bisogno di scusarsi evidenziando che l’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto ? Le altre iscrizioni sono invece atti facoltativi ?
2. Rafforzare il proposito criminoso di altri costituisce per il nostro codice penale ipotesi tipica di concorso morale nel reato. Le regole ordinarie non si applicano in questi casi ? È stata forse introddotta di recente un’esenzione per cui da domani potremo rafforzare propositi criminosi altrui, magari raccogliendo fondi per evitare che le sanzioni pecuniarie siano un deterrente all’azione vietata, se riteniamo soggettivamente che una determinata legge non sia giusta ?
3. Quali criteri di priorità seguono i media ? L’ attacco alle fondamenta dell’edificio democratico con l’asservimento al potere politico del potere giudiziario, che pone in discussione tutte le regole del vivere in comune è scomparso dai radar come se si fosse di fronte ad una marachella (giusto ricordare che per essere sospettata – e poi assolta – di aver influito sulla nomina di un primario ospedaliero un parlamentare regionale andò agli arresti e cadde un governo, mentre evidentemente condizionare le nomine dei magistrati riceve una valutazione molto più benevola) mentre siamo invasi da notizie sulla Sea Watch che, con tutto il rispetto per le persone direttamente coinvolte e per le opinioni a favore o contro lo sbarco è, questo sì un fattarello, fra l’altro già visto e analizzato tante altre volte.