Privacy Policy LA STORIA / INVECE DI ANDARE ALL'UNIVERSITA' FACEVO LE TELEFONATE EROTICHE A PAGAMENTO – I Fatti Siracusa

LA STORIA / INVECE DI ANDARE ALL’UNIVERSITA’ FACEVO LE TELEFONATE EROTICHE A PAGAMENTO

La chiameremo Ines per ovvie ragioni, ma la ragazza in questione è una ex studentessa universitaria siracusana.  E’  la storia di una bella ragazza con una promettente carriera universitaria e con genitori  che subito acconsentirono alla sua richiesta di  poter studiare in una nota università italiana.

Racconta tu il resto

Sono partita e per il primo anno ho fatto per intero il mio dovere. I miei mi avevano trovato un piccolo bivani e non mi mancava nulla. Il piano è che mi sarei laureata alla svelta e col massimo dei voti e poi sarei scesa a Siracusa dove mi aspettava un luminoso futuro.

Futuro luminoso, a Siracusa?

I miei avevano pensato a tutto, non ti spiego il dettaglio perché non sarebbe corretto.

Tutto a posto allora, tutto programmato..

E invece le cose non sono andate così e ho vissuto una bruttissima avventura di cui fino ad oggi non ho parlato con nessuno.

Hai incontrato la persona sbagliata?

In un certo senso è stato così..

Cosa ti è successo? Il primo anno tutto be-ne, hai studiato e sei stata in linea col pro-gramma, dopo cosa è successo?

Facendo colazione in un bar ho incontrato un bel ragazzo che mi ha avvicinato e mi ha subito messo a mio agio. Era davvero bellissimo, il tipo che piace a me, moro con gli occhi chiari, insomma sono stata travolta.

Beh, ti sei innamorata, succede, ma non è una cosa brutta…

Io mi sono innamorata, a lui forse piacevo fisicamente e basta. Ma ero in paradiso e pensavo che mi amasse anche lui. Diceva sempre che gli piaceva la mia voce, che lo faceva andare subito su di giri, che avevo un modo di parlare che lo faceva impazzire..

In effetti hai una bella voce

Lo so ed è stata proprio la mia voce la causa di tutti i miei guai. Un giorno lui

mi dice che non era giusto che tenessi questa voce tutta per me, che si poteva sfruttare questo dono, che avremmo fatto tanti soldi.

E quindi?

Beh, scioccamente avevo pensato che mi chiedesse di fare l’attrice, di fare doppiag-gi e subito gli ho risposto che non ero por-tata, che mi vergognavo, che non avrei mai potuto recitare. Sono stata proprio

una cretina.

Assolutamente no, sei stata sincera, ma non vedo i guai di cui parlavi

Lui non pensava ad una carriera d’attrice o di doppiatrice, mi ha detto che avrei potuto lavorare per le linee erotiche, bastava se-guire un copione, mi avrebbero pagata be-nissimo e io non avrei mai visto in faccia il mio interlocutore. Una specie di prostitu-zione vocale. Ho detto subito di essere contraria, io in una linea erotica, se lo avessero saputo i miei sarebbe successo un finimondo. E lui tenace, a spiegarmi il facile guadagno e il nessun rischio..

Insomma, ha insistito fino a quando hai accettato?

Proprio così. Ho fatto le linee erotiche per cinque mesi e ho guadagnato tanti soldi che ho diviso a metà col mio ragazzo e debbo dire che in qualche caso mi sono pure divertita, ho scoperto che mi piace eccitare gli uomini.

E poi?

Poi un giorno siamo stati denunciati tutti. Le ragazze perché si facevano pagare le conversazioni erotiche e il mio ragazzo per sfruttamento della prostituzione. Un incubo. Per quasi un anno ho temuto che qualcuno raccontasse tutti ai miei genitori o che qualche siracusano venisse a conoscenza della vicenda. Poi siamo stati assolti perché secondo la Cassazione “farsi pagare per fare delle conversazioni erotiche al telefono non è un reato perseguibile per legge”. Insomma secondo i giudici “le conversazioni telefoniche, anche se orientate all’eccitamento dell’interlocutore, non possono equivalere a prestazioni sessuali se non impegnano “zone corporali erogene” della persona che si fa pagare.

Col tuo ragazzo come è andata?

Non è più il mio ragazzo. Non mi amava, vo-leva solo sfruttarmi, non l’ho voluto vedere più.

L’università?

Mi sto dando da fare, ho perso due anni. Ai miei ho raccontato di essere stata in crisi e loro mi hanno creduto, mi vogliono bene sul serio loro.

E la tua voce?

Non c’entra nulla, era il mio cervello ad essere raggrinzito. Ma la lezione mi è servita e non sai quanto.

Ti sei sfogata?

Mi sono tolta un peso dallo stomaco. Avere raccontato tutto mi ha fatto davvero bene.