Privacy Policy GRANATA VA OLTRE SU VILLA ABELA, SORDOMUTO SUL BAR/CIRCO TOGNI AL MANIACE – I Fatti Siracusa

GRANATA VA OLTRE SU VILLA ABELA, SORDOMUTO SUL BAR/CIRCO TOGNI AL MANIACE

Rep: “Soddisfazione per le azioni intraprese dall’Amministrazione comunale in termini di rilancio e di salvaguardia della bellezza a Siracusa”: la esprime l’esecutivo politico di ‘Oltre, movimento per la rigenerazione’. “In questo contesto – proseguono i responsabili di Oltre – deve essere intesa l’azione di riqualificazione di Villa  Reimann, finalmente riportata al suo splendore e restituita alla città. Noi di Oltre – aggiungono – auspichiamo analoga attenzione sulle Latomie dei Cappuccini e in questo contesto registriamo con favore l’azione di tutela intrapresa da Amministrazione e Soprintendenza su Villa Abela. Assolutamente opportuna, infatti, ci è sembrata la sospensione dei lavori, prima di  azioni irreversibili, finalizzata  a verificare la valenza storica, archeologica, paesaggistica e artistica del manufatto e dell’area sulla quale Villa Abela sorge”.

 

Insomma, fatti due conti a quelli di Oltre interessa tutto tranne la piazza d’arme del Maniace, il caffè da circo Togni che ha stuprato questo monumento, il cemento a pioggia a 10 metri dal castello di Federico II°, questi orrori non li sfiorano. Su villa Abela invece, la villa di un privato, “Oltre” va oltre e, a sentire l’ingegnere Riili, ci sarebbero molte stranezze, con l’assessore Fabio Granata che avrebbe invitato il suo amico assessore regionale Tusa a disporre una frenata della Soprintendenza sulla demolizione della villa in questione. La nuova sovrintendente così, più veloce della luce, avrebbe parlato con il privato proprietario e avrebbe chiesto un temporeggiamento per leggere meglio le carte. Insomma, Granata sul castello Maniace parlò di fatto minore e disse in una emittente, palesemente infastidito, che la Giunta non si poteva fare imporre l’agenda di attività da nessuno. Qui per villa Abela, che è di proprietà privata e di nessun interesse culturale, si fa intervenire addirittura il governo della Regione. Ma non è tutto. Visto che il costruttore Riili aveva osato dire che stava riflettendo su fermare o non fermare i lavori, ecco lì Fabio Granata tirare fuori l’intimazione della Soprintendenza (qui accanto) che diffida la ditta Riili ad andare avanti. Insomma, dopo il silenzio/assenso del Maniace, una guerra su una villa di nessun pregio, come spiega bene Toi Bianca, definendo la Giunta “ipocrita e tornacontista”. Certo che è tutto molto strano, troppo strano..