Privacy Policy GABRIELLA SCALAS: PER DARE UNA SCOSSA DOBBIAMO PUNTARE SU RICERCA, INNOVAZIONE, GREEN E BLUE ECONOMY – I Fatti Siracusa

GABRIELLA SCALAS: PER DARE UNA SCOSSA DOBBIAMO PUNTARE SU RICERCA, INNOVAZIONE, GREEN E BLUE ECONOMY

Gabriella Scalas, da responsabile della Dc siracusana, come vede il momento politico che stiamo attraversando. Ha accettato la sfida di un partito glorioso, ma che di fatto non c’è più. O no?

Il momento politico non è buono. A lei sembra buono un momento in cui crolla un ponte fa dei morti e all’alba dei funerali non parliamo più delle infrastrutture in condizioni critiche in tutta Italia ma di 150 disperati Eritrei su una nave militare italiana?

Se parlassimo dei ponti e di come aggiustarli parleremmo anche di lavoro, parleremmo di sicurezza che non riguarda solo i confini. Metteremmo al centro della politica l’uomo in quanto cittadino da servire.

La politica da qualche tempo ha messo al centro l’uomo in quanto lettore di tweet (il verso che fa l’uccellino per segnare il territorio) e dispensatore di like. Questa non è politica. Non ho accettato la sfida di entrare in un partito dal passato glorioso, me la sono proprio andata a cercare! Il perché? Sono convinta che solo ritrovando i valori fondamentali della Democrazia Cristiana noi possiamo uscire da questo momento di crisi etica sociale ed economica.

La Democrazia Cristiana esiste giuridicamente dato che nel 2010 la sentenza di cassazione n. 25999/2010 ha sostanzialmente detto, una volta per tutte, che la DC non fu sciolta nel 1994 e quindi è viva e vegeta e ha degli eredi. Per questo dobbiamo ringraziare delle persone che a vario titolo si sono spese per portare avanti il precorso democristiano: io parlo di Flaminio Piccoli, di Angelo Sandri e di tanti altri che non cito per non allungare troppo la risposta. Preso atto della sentenza, non resta che riunire i vari movimenti, associazioni, partiti che si rifanno alla lezione della DC e che intendono continuarne la storia.  Lo scorso 5 luglio a Roma è nato il primo accordo tra quindici associazioni (il numero cresce costantemente) per la creazione della Federazione Democrazia Cristiana che vede come coordinatore l’onorevole Gianfranco Rotondi.

Il prossimo 31 agosto a Pescara avrà sede una conferenza stampa della Democrazia Cristiana che sarà coordinata dal Presidente nazionale di Rivoluzione Cristiana On. Giampiero Catone (Pescara) ed a cui prenderanno parte molti rappresentanti apicali delle principali componenti politiche che si stanno attivando concretamente per il progetto di riunificazione del partito della Democrazia Cristiana.

L’auspicio è quello di rigenerare la Democrazia Cristiana, di darle un nuovo slancio basandoci sui pilastri che furono portanti per la DC che fece grande l’Italia: Costituzione, Sovranità popolare (che non significa like su FB o croci sulla scheda elettorale, bensì che ogni politica è elaborata per dare un servizio reale al popolo) e dottrina sociale della chiesa.

Una scelta non nostalgica quindi ma che guarda al Futuro, al mondo moderno e alle esigenze odierne con basi radicate in un passato glorioso che ha reso il nostro paese quinta potenza economica del Mondo. Se, come ha detto l’onorevole Pippo Gianni che ha certamente molta più esperienza di me, fare tre passi indietro ci consentirà di farne venti in avanti non posso dire di aver sbagliato la mia scelta.

Siracusa è una città a rischio. I giovani vanno via a frotte, chi resta è almeno sfiduciato. Quale potrebbe essere la scossa?
La scossa? Parlare meno e fare di più. Smettere di guardare i problemi e pensare alle soluzioni. Per evitare di finire anche io nel calderone di quelli che puntano il dito ma non fanno una proposta posso azzardarmi a dire che una scossa potrebbe essere lo sviluppo in modo massiccio delle politiche di ricerca e innovazione e quelle della green e blue economy.

Se ne parla troppo nei salotti, poco fra la gente e alla fine, almeno in Sicilia, si fa poco. Le potenzialità ci sono, le condizioni vanno rese favorevoli dalla politica: meno tasse per chi fa impresa, più assistenza alle start-up, più azioni di accompagnamento fino a quando l’impresa va a regime, più poli di eccellenza non formati solo dalle università ma anche da grosse imprese disposte ad investire su nuovi brevetti e prototipi, da banche che sappiano cosa significa responsabilità sociale e non solo rating, un migliore collegamento dell’isola con il resto del continente, la familiarità con le altre regioni europee e la capacità di instaurare rapporti imprenditoriali e commerciali.
L’UE, che per tanti versi fa male, per altri ha dato e dà ancora opportunità per fare bene, solo che non tutti qui riescono a coglierle, per mancanza di informazione. La mancanza di conoscenza potrebbe essere colmata dal comune. Ricordo che tempo fa (tra il 2004/2006)  la provincia di Siracusa creò uno sportello che aveva la funzione di animare il territorio diffondendo informazioni sui fondi comunitari e coinvolgendo tutti dalle scuole agli enti intermedi.

Questo tipo di idea era stata ripresa dal programma dell’avvocato Reale. Il comune di Siracusa ha oggi un suo ufficio per i programmi europei che non ha operato male, ma che non usa i fondi in modo sistematico, non usa i fondi tematici e soprattutto non anima il territorio. Né delegare questa funzione a terzi funziona. Ci sono attività che vanno intestate all’amministrazione e uno sportello Europa, se fatto bene con personale ben formato e non con consulenti che per quanto bravi non sono a servizio della collettività con continuità potrebbe davvero dare una buona spinta alla città. Non è mai tardi per queste cose. Non è la panacea ma potrebbe comunque essere almeno un primo timido tentativo di ridare fiducia a chi resta.

L’avvocato Ezechia Paolo Reale ha denunciato brogli elettorali anche volgari e grossolani. Come finisce?
Ho molta fiducia nell’avvocato Reale, non è una persona leggera che ingaggia battaglie per il puro gusto di farlo. Non so come finirà. In queste cose la fine la scrive sempre un giudice e io ho fiducia nella giustizia. Quello che posso dire e dico è che nel caso in cui si accertassero i brogli non mi aspetterei che i politici coinvolti si ritirino a vita privata e lascino la “questione politica del paese” in mani più pulite ma mi appellerei con forza al popolo Siracusano affinché in futuro sappia scegliere meglio i propri rappresentanti.

Crediamo che al di là degli schieramenti sulla vicenda dei brogli la nostra comunità deve schierarsi compatta per la legalità. Se anche il voto può essere inquinato…
Non facciamoci però prendere dal pessimismo.  Se anche il voto dovesse essere inquinato (e per averne la certezza dobbiamo aspettare i tempi della legge), noi potremmo dire che ci sono persone che svendono la dignità del paese. Ma dobbiamo anche dire che c’è in Siracusa una buona fetta di comunità sana che può e deve lavorare affinché la città sia migliore. Bisogna far capire alle persone che la politica è fatta di spazi. Bisogna evitare che gli spazi vengano occupati dai lestofanti.

I sindacati, anche se a tratti e in maniera lacunosa, hanno indicato alcune strade (vedi bonifiche del Petrolchimico) per creare lavoro, ma la politica non risponde.
Alcune strade non è La Strada.

Le bonifiche, che per essere realizzate richiedono tempi lunghi di autorizzazioni e progettazioni, per quanto tempo possono dare lavoro? A quante persone? Con che livello salariale? Con quale ricaduta sulla città? Va ripensato (o semplicemente pensato, dato che fino ora non è stato fatto) il modello di sviluppo territoriale e per fare questo serve la voce di tutti gli stakeholder non solo quella dei sindacati e dei decisori politici. Se guardiamo al petrolchimico ci viene in mente il modello Gela, che è un buon esempio (migliorabile certo) di riconversione industriale con buone prospettive di crescita perché lavora sul solco della sostenibilità ambientale. Questa è una politica premiata con finanziamenti dalla Comunità Europea sostenibile per il territorio. Il polo industriale della provincia di Siracusa è da meno? Se la politica Siracusana non risponde la domanda è: perché non risponde?

E qualsiasi sia la risposta la domanda successiva è: perché i Siracusani votano una politica che non sa o non vuole rispondere?
In atto i deputati nazionali siracusani sono cinque che hanno già percepito circa 85mila euro da marzo ad oggi. Non ci pare che abbiano fatto sfracelli.
Per fare sfracelli come dice lei bisogna conoscere il territorio e avere a cuore il benessere dei concittadini. Le scorse politiche hanno portato alla Camera ed al Senato persone non vicine al territorio o persone che dalla semplice condizione di attiviste si sono ritrovate catapultate a Montecitorio senza sapere cosa significhi fare politica.

Questo è il problema principale della politica di oggi: se da una parte i vecchi partiti propongono candidati “selezionati” (vedi Maria Elena Boschi candidata a Siracusa, fra gli altri collegi) e lontani dai territori in cui si candidano, dall’altra i nuovi partiti propongono candidati che non hanno fatto, come si faceva un tempo, gavetta, o come fanno alcuni politici attuali che piano piano si fanno strada nella macchina amministrativa, partendo da livelli più bassi per crescere nel tempo. Il risultato è quello che è.

Il 12 settembre riaprono le scuole e il Comune come sempre è impreparato. O meglio l’assessore Coppa non si è incontrato con i dirigenti scolastici e non è stato concordato un piano per la sicurezza e per evitare i doppi turni.
E’ palese che questa amministrazione, in continuità con quella precedente, non attua alcuna politica per la famiglia. In un momento in cui si parla di conciliazione vita – lavoro, di difficoltà a cercare lavoro, di scarso potere d’acquisto per le famiglie monoreddito, non risolvere problemi di questo tipo significa non avere il senso della realtà e danneggiare i cittadini. Ribaltare sulle famiglie le inefficienze della macchina pubblica non è una pratica sostenibile. Poteva esserlo una volta (io facevo il turno serale ma all’epoca le mamme erano per lo più casalinghe e noi figli non avevamo molte attività oltre quella di studiare), ma oggi significa produrre disagi e, impegnando, soprattutto le madri, a tempo pieno e dunque a rinunciare al lavoro, condurre verso la povertà le famiglie. Francamente trovo strano che il sindaco che mi dicono essere una persona che lotta per la libertà personale non si preoccupi della libertà che in questo modo toglie alle donne imponendo loro dei cambiamenti che potrebbero intaccare eventuali posizioni lavorative. Ancora di più questo mi meraviglia quando leggo le sue dichiarazioni in merito a Siracusa città dell’accoglienza se poi la città non è accogliente neanche con i propri cittadini.

Italia continua a tenere in tasca le chiavi del teatro comunale che di fatto non è un teatro con un direttore e una stagione teatrale. Granata fra le mille cose che ha detto ha parlato di una riapertura a dicembre, forse..

Avere una Ferrari e trattarla come una 500 significa rovinarla. E’ palese che se ci fosse una conduzione professionale del teatro, Siracusa risponderebbe immediatamente. Il cittadino Siracusano ama il teatro, ama la cultura di alto livello. Il pubblico siracusano in fatto di cultura non si risparmia e non risparmia per la cultura e ha diritto ad avere la possibilità di usufruire di momenti culturali di spessore. Così come ha diritto a vedere la città interessata non solo da un turismo di massa ma anche da un turismo elitario in cui si riconosce. Capisco che per alcuni radical chic potrò sembrare impopolare ma io non ci vedo nulla di male ad attirare il turista colto che apprezza i buoni prodotti culturali piuttosto che gli spettacoli di strada che hanno popolato le vie ortigiane.

Le dirò di più; i Siracusani devono avere l’occasione di usare alcuni beni culturali per poter fare cultura. Invece mi hanno detto che il Privitera è stato chiuso, i pianoforti del Privitera portati al teatro comunale che appunto resta “chiuso” ai più; mi hanno riferito che perfino la saletta della provincia è stata chiusa. Eppure Siracusa vanta associazioni che hanno portato lustro alla città proprio in quelle salette, dove hanno creato e regalato bellezza ai cittadini Siracusani. Non so quante cose abbia detto Granata, ne ha dette mille? Spero che ne abbia fatto qualcuna.

L’associazione rifiuti zero, sodale di Garozzo prima e di Italia oggi, dopo aver firmato protocolli ed aver avuto agevolazioni di ogni tipo, ora fa anche interventi non credibili da società civile.
Non ho mai visto di buon occhio le associazioni che collaborano “a costo zero” con le amministrazioni. Una buona amministrazione forma le risorse interne affinché possano lavorare bene. L’Italia è piena di buoni esempi e tra comuni si può comunicare e imparare reciprocamente. Anzi proprio questo tipo di attività vengono premiate. Peraltro, se il risultato della collaborazione di Rifiuti zero con l’amministrazione Garozzo è quello che abbiamo visto con la differenziata evidentemente non è stato un buon affare per Siracusa.  Spero per i Siracusani che il sindaco Italia sappia fare una sana critica di quanto fatto per aggiustare il tiro.

Sarà un settembre nero?

Non mi sembra che si possa essere ottimisti per quanto riguarda la situazione economica italiana in generale e Siracusana in particolare. Visto che entro il 15 ottobre il governo dovrà presentare la legge di bilancio alle camere è presumibile che le due fazioni si daranno battaglia per inserire le proprie promesse elettorali.

Non è impossibile che per sviare l’attenzione dal flop a cui le due parti contraenti di governo andranno incontro dovremo sorbirci altri slogan pseudo razzisti o altre storie sulle scie chimiche.