Privacy Policy MACELLERIA SOCIALE PER I 37 LAVORATORI DELLE PULIZIE AL COMUNE – I Fatti Siracusa

MACELLERIA SOCIALE PER I 37 LAVORATORI DELLE PULIZIE AL COMUNE

Rep: “Inaccettabile e offensivo che l’azienda subentrante nel servizio pulizie del Comune di Siracusa non intenda rispettare i criteri previsti dal contratto nazionale di lavoro in evidente spregio dei diritti dei lavoratori. Lunedì sit in dei lavoratori sotto Palazzo Vermexio.”

Questo il secco commento dei segretari generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UilTucs e Ugl Terziario, Stefano Gugliotta, Teresa Pintacorona, Anna Floridia e Salvo Corso, dopo l’incontro con la CM Service, azienda che, da martedì prossimo, subentrerà alla PFE nel servizio di pulizia degli uffici e dei locali del Comune capoluogo, e l’assemblea con gli oltre trenta lavoratori impegnati fino ad oggi nel servizio.

“L’atteggiamento dell’azienda piemontese – dicono i segretari – è quello di chi, chiaramente, intende scontrarsi con le parti sociali e cercare di imporre la propria politica antisindacale.

Riteniamo inaccettabile, per i 37 addetti coinvolti, l’ipotesi di decurtazione del 55 per cento delle ore di lavoro. I lavoratori, che non intendono subire tutto questo, sono stati impegnati con la precedente azienda per 16 ore settimanali. La proposta fatta è inaccettabile e ci opporremo con tutte le nostre forze. Non tolleriamo che si offenda la dignità di queste persone.”

La CM Service, che ha già dichiarato di volersi avvalere della società La Perla srl di Palermo per il 30 per cento dell’appalto, dovrà gestire il servizio per tre anni.

“La illegittimità di questa operazione l’avevamo segnalata, come Fisascat, con una nota inviata al Comune di Siracusa il 16 marzo del 2017 – ricorda Teresa Pintacorona – Le lavorazioni e le condizioni dei servizio, quindi la metratura degli spazi da pulire, non sono cambiate. Per questo, lo scorso anno, avevamo segnalato questa ingiustificata volontà di andare verso la riduzione delle ore e, quindi, del personale. Allo stesso Comune avevamo chiesto di sospendere la gara in autotutela.

Siamo di fronte al mancato rispetto del minimo salariale e stiamo assistendo ad un atto di vera e propria macelleria sociale architettata ai danni dei lavoratori.

È un’operazione illegittima che non intendiamo tollerare e siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti necessari per far valere le ragioni dei lavoratori.”