Privacy Policy GIOVANNI NAPOLITANO, IMPRENDITORE DI SUCCESSO, INNAMORATO DI SIRACUSA: IL GRILLINO CHE NON PIACE AL CAPO GRILLINO LOCALE – I Fatti Siracusa

GIOVANNI NAPOLITANO, IMPRENDITORE DI SUCCESSO, INNAMORATO DI SIRACUSA: IL GRILLINO CHE NON PIACE AL CAPO GRILLINO LOCALE

E’ un imprenditore siracusano di successo, si chiama Giovanni Napolitano, ha 47 anni ma ne dimostra 20 in meno, ama molto la nostra città ed è per questo che oggi si trova qui a battagliare in vista delle Amministrative. Nel merito diremo comunque più avanti. La sua storia è ricca di fatti non comuni. Dopo essere stato un ottimo sportivo (ha giocato ed anche molto bene a pallanuoto) decide di toccare con mano il sogno americano, prende poco bagaglio e parte per gli States. “In America – dice Napolitano – ci sono stato 15 anni, ho creato un’azienda tessile a San Francisco, nel paradiso di Silicon Valley, mi sono sposato, ho vinto la mia battaglia, sono diventato  un uomo di successo.

E poi?

Poi ho pensato a Siracusa. Ero laggiù ma il mio pensiero era sempre per la mia città, volevo tornare, fare qualcosa, mettere a disposizione le mie capacità..

Imprenditoriali..

Esatto imprenditoriali. Ho pensato, se ho avuto successo in America posso mettere a disposizione di Siracusa il mio essere manager, le mie esperienze, la mia grinta e soprattutto tutto il mio amore.

Guardi che con noi sfonda una porta aperta. Sosteniamo infatti la tesi del sindaco manager, del primo cittadino che conosce diverse lingue e che gira l’Italia e il mondo per dare lustro e “vendere” al massimo il nome e la magia di Siracusa

E’ quello che ritengo di poter  fare e anche bene. Non ho grandi esperienze amministrative, ma con uno staff adeguato si compensa, del mio ci metto che sono un buon imprenditore e riesco a curare bene i rapporti di merkating. Promuovere Siracusa per me sarebbe una gioia e credo che non sarebbe difficile. Sarebbe soprattutto il modo giusto per creare lavoro, per dare spazio e risorse alle periferie.

Lavoro, rilancio delle periferie? Quale sarebbe la ricetta?

Niente di magico, solo servizi e sostegno delle piccole attività. Così rinascono le periferie e si crea lavoro. In  America i quartieri li chiamano blocchi e ogni blocco è una piccola città, ha tutti i servizi necessari alla piccola città, strade principali, luoghi di culto, piccolo ospedale,  insomma si tratta di piccole isole che dovremmo rendere possibilmente felici.

Ma la sua voglia da imprenditore vincente deve fare i conti con la realtà locale. Lei nasce come attivista e sostenitore del movimento cinque stelle

L’ho ritenuto lo strumento giusto per cambiare le cose, per fare tutti insieme una nuova vita. Non  avendo problemi di natura economica ho pensato di dedicarmi anima e corpo a questa piccola rivoluzione politica che avrebbe coinvolto tanti giovani..

Una voglia di fare la sua che non sembra apprezzata da chi al momento dirige i cinque stelle a Siracusa

E’ un fatto che non capisco. Sono sincero, amo la mia città, ho dimostrato di saper  fare qualcosa e vengo indicato come il nemico da abbattere. Io che da sempre, fin da quando andavo a scuola, sono sempre stato contro  bulli e a difesa dei più deboli.

Zito dice che lei non ha i requisiti, non è un attivista certificato

Beh, ci sono centinaia di siracusani che lo possono smentire, in ogni caso non  mi interessa fare polemica. E’ però evidente che Zito non è più garante per i cinque stelle a Siracusa, è evidente che non è super partes.

Lei comunque ha presentato la sua candidatura alla Casaleggio?

Certo che l’ho fatto. Lo statuto prevede l’autocandidatura e tutti i requisiti necessari a questo scopo. Io li ho e fra i requisiti non c’è la presenza nei  meetup. Lasciamo stare, niente polemiche.

Ma per l’indicazione di candidato sindaco pentastellato quanti siete in  corsa?

Tre. Io, Lucia Napoli e Silvia Russoniello.

Lei ritiene che non verrà scelto visto che Zito sostiene apertamente la Russoniello e lo stesso Zito in questo momento è il marchese del Grillo della situazione.  Insomma, se i grillini la fanno fuori come candidato sindaco che fa, s’arrende?

Non mi sono mai arreso nella mia vita. Mai.