Privacy Policy VERA CARASI (CISL): SULL'AUCHAN GUGLIOTTA DELLA CGIL DICE COSE NON VERE E FORSE LO QUERELIAMO – I Fatti Siracusa

VERA CARASI (CISL): SULL’AUCHAN GUGLIOTTA DELLA CGIL DICE COSE NON VERE E FORSE LO QUERELIAMO

Rep: «Il segretario della Filcams Cgil, Stefano Gugliotta, dovrebbe più rispetto ai lavoratori che rappresenta, alla verità e a quanti hanno la cortesia di leggerlo.»
Così Vera Carasi, segretaria regionale della Fisascat Cisl Sicilia, a commento della nota inviata questa mattina dal segretario della Filcams provinciale sulle vicende che riguardano i lavoratori di Auchan e Unieuro.
«Il segretario della Filcams ha la capacità di stravolgere la verità – aggiunge la Carasi – e questo non gli rende assolutamente merito.
Cita l’accordo che dal prossimo 1 marzo ripristina gli orari di lavoro per i lavoratori part time 20 e 24 ore di Auchan, accusa Fisascat e Uiltucs di aver siglato “in solitaria” il documento, ma omette alcuni piccoli dettagli.
Il primo, sicuramente il più importante, riguarda quanto avverrà a partire dal prossimo 1 marzo, cioè il recupero, ai lavoratori già full time, di un ulteriore 3% di ore che si aggiunge al 3,5 % già avuto lo scorso anno. Ebbene, tutto questo fa parte di quell’accordo siglato “in solitaria” da Fisascat e Uiltucs e osteggiato dal segretario della Filcams.
Oggi – continua la segretaria regionale Carasi – il rappresentante di categoria della Cgil prova, in maniera maldestra, a rigirare a proprio favore quanto anche gli stessi lavoratori, a suo tempo, con un referendum accettarono pur di non essere licenziati o trasferiti in altra sede.
La Filcams, folgorata sulla via di Damasco, nel 2016 si è inserita nell’accordo e oggi si lascia andare a queste improvvide dimenticanze.
Piuttosto – conclude Vera Carasi – si rassereni, il segretario della Filcams. I lavoratori di Unieuro sono in regime di solidarietà da ben otto anni e oggi al 48 per cento delle ore. Un dato purtroppo incontrovertibile che ha, questo sì, mancato di rispetto alla dignità dei lavoratori e delle loro famiglie. Riteniamo che il silenzio, a volte, possa essere un percorso più consono al ruolo che si ricopre. E come Fisascat ci riserviamo di tutelare l’immagine della nostra organizzazione in tutte le sedi competenti.»