Privacy Policy STONEWALL SULL'AGGRESSIONE AL RAGAZZO DI AUGUSTA: E' COMUNQUE OMOFOBIA E VA CONTRASTATA – I Fatti Siracusa

STONEWALL SULL’AGGRESSIONE AL RAGAZZO DI AUGUSTA: E’ COMUNQUE OMOFOBIA E VA CONTRASTATA

Rep: In seguito alla notizia riportata da diverse testate giornalistiche, del gravissimo fatto di cronaca avvenuto ad Augusta, dove un giovane diciannovenne è stato aggredito fisicamente e verbalmente da un passante, riportando ferite e contusioni, tra cui la probabile perdita dell’uso di un occhio, intervengono con proprie considerazioni Alessandro Bottaro, presidente di Stonewall Siracusa e Tiziana Biondi, vice presidente.

“Pare che l’aggressore abbia inveito contro la vittima perché pensava fosse gay, a causa del suo abbigliamento o del suo comportamento, ritenuto troppo “poco maschile e virile. La notizia è stata ovviamente commentata anche sui social, dove, purtroppo,- spiega Alessandro Bottaro – ci è capitato di leggere che, data l’eterosessualità della vittima, non si sarebbe trattato di violenza omofoba bensì di una “semplice” aggressione per futili motivi, come se la cosa più importante, per alcuni, fosse “difendere l’onore” della vittima, garantendo sulla sua eterosessualità. Sono affermazioni come queste,  – continua Bottaro – che ci lasciano ancor più l’amaro in bocca e che ci danno la conferma su quanto lavoro culturale ci sia ancora da fare sull’uso non sessista, non omofobo e non discriminatorio delle parole. Il problema non è sapere se la vittima, è etero o omosessuale ma perché sia stata aggredita.”

“L’omofobia in molti casi ha colpito e continua a colpire anche ragazzi e ragazze che non sono né gay né lesbiche e che, – aggiunge Tiziana Biondi – hanno la “colpa” di apparire non conformi, nel vestire, nel parlare, nell’atteggiarsi, etc. rispetto a una “norma” eterosessista”, sessista e machista. La violenza verbale e fisica a sfondo omofobo insomma può colpire tutti quanti indipendentemente dall’orientamento sessuale. Alzi la mano chi non ha mai sentito utilizzare le parole “gay”, “frocio”, “finocchio”, o “ricchione” come insulti. Anche questa è omofobia e va contrastata, condannata senza se e senza ma, e soprattutto prevenuta, attraverso, la purtroppo tanto osteggiata, educazione al rispetto di tutte le differenze.

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