Privacy Policy MI CHIAMO MARCELLO LO IACONO E SONO INNAMORATO DI QUESTA CITTA' – I Fatti Siracusa

MI CHIAMO MARCELLO LO IACONO E SONO INNAMORATO DI QUESTA CITTA’

Marcello Lo Iacono, nato a Palermo residente a Siracusa da quanti anni?
Sono residente dal 1968 quando fresco di diploma iniziai a lavorare a Siracusa, che è diventata definitivamente la mia Città nel momento in cui i miei pregi e difetti palermitani sono diventati pregi e difetti siracusani.
Restiamo sugli ultimi tre sindaci. Bufardeci, Visentin e Garozzo.
Hanno avuto tutti e tre la possibilità di governare il cambiamento della Città, ma si sono impantanati spendendosi in progetti non realizzabili o non realizzati (rigassificatore, IV polo universitario, Polo del Mediterraneo, Project financing per l’ospedale etc) ed in progetti che potevano dare certezze e che invece sono ancora in alto mare (Piano Paesaggistico, pubblicizzazione dei servizi, lavori delle banchine del porto, autorità portuale, stazione degli autobus, collegamento con l’aeroporto di Catania, parco della Neapolis, internazionalizzazione di Siracusa etc).
Sei un cittadino attivo, segui i problemi della città, sei sempre pronto a dare una mano. Eppure chi amministra ti vuole far passare per un rompiscatole.
Problemi loro. Problemi di chi pensa di raccontare balle alla Città e di presentarsi alle prossime prove elettorali con le medagliette che non ha. Comunque vi sono, ad onor del vero, alcuni Assessori e Funzionari con cui quantomeno dialoghiamo, ma è una sofferenza continua poter cavar qualcosa in questa selva burocratica e con il valzer dei dirigenti.
Le località balneari sono in balia di se stesse ed anche questa estate lo ha dimostrato. Cacciata la Garozzo band cosa bisognerà fare, qual è la tua proposta?
Bisognerà decidere il futuro di queste località al più presto. La proposta per la Penisola Maddalena l’abbiamo presentata da tanto tempo e prevede uno sviluppo turistico dolce che dia l’opportunità di vivere il territorio ai turisti, agli ospiti ed ai residenti. Credo che , con piccoli cambiamenti e rispettando le pecularità delle singole zone, potrebbe essere valido per gli altri Territori costieri. Questa proposta prevede il collegamento marittimo permanente da Punta del Pero alla Città per aggirare le lunghe file all’ingresso della Città (esempio evidente di invivibilità a cui nessuno pone rimedio), il nuovo disegno della mobilità interna con nuovi collegamenti che abbiamo presentato inutilmente agli ultimi Assessori alla Immobilità del Comune, per consentire, per esempio, ad un utente del Plemmirio di andare a Fontane Bianche e viceversa senza prima andare in Città (follie nostrane). Per parlare di turismo occorre presentare un Territorio pulito con una raccolta rifiuti che funzioni e con un servizio che mantenga nel tempo il grado di pulizia. Si dovrà mettere mano alla sistemazione dell’ex Feudo di Santa Lucia, di proprietà comunale, più volte oggetto di impegni disattesi dell’Amministrazione e recuperare l’area della Lamba Doria facendone un centro di aggregazione e piazza di una comunità. Dopo si potrà parlare di sviluppo dei Territori ma sicuramente nel rispetto ferreo dell’Ambiente e della sua salvaguardia, perchè è questa la nostra ricchezza nascosta.
Da tempo immemorabile a Siracusa vanno avanti i fortunati in regime di monopolio. Oggi quasi dappertutto in siti culturali si sbatte sulla gestione di Kairos. Ma chi è Kairos e perché gestisce così tanto a Siracusa?
Non ho mai approfondito la conoscenza sulla compagine societaria e la vera natura della loro presenza sul territorio, ma noto che il ritorno culturale dei siti a loro affidati è veramente minimo. Peccato perchè non colgono l’aspetto sociale del loro lavoro.
L’impunità o l’immunità renziana sembrano sfociare nell’arroganza. Consiglieri indagati parlano ex cattedra, altri indagati organizzano manifestazioni all’antico mercato. Un tempo chi era indagato e/o rinviato a giudizio faceva un passo indietro
Se si volesse fare un confronto tra i Consigli Comunali che si sono succeduti a Siracusa non si potrebbe fare a meno di notare che la caratura professionale, politica, sociale e culturale dei vari Consiglieri è via via andata a scadere a favore di soggetti che hanno profondamente deluso ed a favore di soggetti che non si sono serviti della loro giovane età per incidere su una vita politica cittadina scandita solo dai numerosissimi cambi di casacca e dalla giostra dei ruoli assessoriali. Con questo “lustru di luna” e con la mancanza di progettualità non si va da nessuna parte e la Città di Archimede è destinata ad una lunga involuzione sociale e culturale.
Arrivano i primi fondi per villa Reimann e restiamo sepolti dalle dichiarazioni.
Abbiamo notato che tanti spintonano per mettersi una medaglietta. Save Villa Reimann, che come è noto raggruppa Cittadini ed Associazioni Culturali di prestigio, e che è stata megafono delle volontà testamentarie della gentildonna danese, non ha rilasciato alcuna dichiarazione in quanto la nostra anima, seppur lieta per questo impegno tardivo per la ricostruzione della scala e la manutenzione della Villa, non può gioire appieno avendo cognizione che il Fondo Archivistico e Librario della Reimann, per ben note e circoscritte responsabilità si sta autodistruggendo. A nulla sono valsi finora gli ammonimenti al Sindaco ed al Segretario Comunale da parte della Soprintendenza Archivistica della Sicilia per sanare i gravi vulnus che riguardano la gestione e la tutela del Fondo Archivistico Reimann. Saremo lieti di gioire quando tale scempio avrà fine.
E’ oggettivamente un problema che la rappresentanza grillina locale sia modesta oltre che litigiosa?
Si, è un problema; sia per loro, sia per la politica cittadina. Lo abbiamo visto nell’elezione precedente con il mancato successo di Marco Ortisi. Mi sarebbe piaciuto vedere all’opera i cinque stelle in un Consiglio Comunale dove si fa fatica a distinguere tra maggioranza e minoranza e dove la minoranza muta continuamente a seconda che vengano o non vengano esaudite le legittime aspettative politiche di gruppi e sottogruppi.
A Siracusa hanno deluso i consiglieri giovani in Consiglio comunale, sono sembrati giovani nati vecchi, consiglieri sudditi del capo
Giovani? Non pervenuti. All’inizio sembravano tutti novelli restauratori: chi voleva annullare gli onerosi affitti che il Comune paga, chi voleva trasformare un costosissimo agglomerato di cemento in un parcheggio a Santa Panagia, chi voleva abbattere il Talete, chi voleva sostituire l’odioso asfalto con cui Visentin aveva seppellito Ortigia. Poi il nulla su questi buoni propositi; sono rimasti zitti pure davanti ai luna park ed alle feste paesane in Ortigia, alla ZTL a fisarmonica, al Parco Archeologico non costituito dopo sessant’anni, agli incarichi retribuiti agli esperti che non dovevano costare una cippa, alla retribuzione dei Capi di Gabinetto rivelatisi successivamente inutili, alla furbizia delle migliaia di riunioni delle Commissioni ed al successivo dimezzamento del gettone con il raddoppio dei componenti. Non sono intervenuti neanche nell’elezione di chi guardava a 365°. Come dire giovani scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano.
Possiamo essere ottimisti? Siracusa sopravvivera’ anche alla Garozzo Band?
Onestamente non lo so. La mia generazione aveva come sogno una Città a misura d’uomo, una Città vivibile, culturalmente viva attorno alle sue vestigie. Abbiamo permesso invece che venisse costruita una Città brutta, sporca, caotica, cafona. Una Città di cui ci si vergogna a farla vedere agli ospiti ed agli amici, una Città in cui se hai di bisogno di un paio di punti per un dito tagliato devi trascorrere una giornata al Pronto Soccorso, una Città in cui non sai mai quando passano gli autobus, dove vanno, quando vanno e che obbligano al coprifuoco in un orario in cui in una Città turistica si incomincia a vivere. Una Città che lascia migliaia di cani allo sbando, tanti poveracci all’addiaccio o nelle grotte, una Città che ha persino dimenticato i suoi morti e le sue memorie in un cimitero che i bombardamenti alleati non sono stati capaci di farlo diventare così come tutti lo vedono.
Siracusa, non è difficile comprenderlo, sopravviverà a questo sfascio e risalirà la china e nonostante sia una Città difficile credo che ci debba essere ancora l’opportunità di ritrovarsi un foglio bianco su cui potere riscrivere i nostri sogni. Spero che questo, se non riusciremo a farlo noi, lo possano fare quelli che ameranno Siracusa dopo di noi.