Privacy Policy NIENTE BANDIERE BLU PER LE SPIAGGE SIRACUSANE – I Fatti Siracusa

NIENTE BANDIERE BLU PER LE SPIAGGE SIRACUSANE

Nessuna spiaggia siracusana potrà contare per l’estate 2017 sulle bandiere blu. Anche quest’anno infatti la FEE (Foundation for Environmental Education), l’associazione non governativa riconosciuta dalle Nazioni Unite per il suo lavoro di diffusione dell’educazione ambientale non ha inserito i litorali di Siracusa nel suo prestigioso elenco. L’obiettivo del Programma Bandiera Blu è quello di certificare non  solo la qualità delle acque e la pulizia delle spiagge, ma di promuovere nei Comuni litoranei una conduzione sostenibile del territorio attraverso una serie di indicazioni che mettono alla base delle scelte politiche, l’attenzione e la cura per l’ambiente.

Nel complesso i vessilli blu consegnati all’italia nel 2017 sono 342 distribuiti su 163 Comuni. In Sicilia i riconoscimenti arrivano per la provincia di Messina con le spiagge di Santa Teresa di Riva (1 bandiera), di Tusa (2) e delle Isole Eolie (5), la provincia di Ragusa con il litorale di Ispica (4), Pozzallo (2), Marina di Ragusa (1) e la provincia di Agrigento con Menfi (3). Dunque un totale di 18 bandiere blu, a fronte di una costa siciliana di oltre mille km, rappresenta un risultato modesto che fa riflettere sullo stato di salute e di fruibilità del nostro mare. Risultato penalizzante se si considera anche il fatto che restano escluse dalla classifica intere provincie come Palermo, Trapani, Agrigento, Catania e appunto Siracusa che ricordiamo non è mai entrata in classifica negli ultimi 4 anni, in pratica da quando esiste il premio.

Ma l’assenza delle nostre spiagge non può e non deve sorprenderci più di tanto, infatti basta guardare con attenzione ai criteri presi in considerazione dalla FEE per capire i perché di questa esclusione. In questa, come nelle precedenti edizioni, molto rilievo e’ stato dato alle attività di educazione ambientale e gestione del territorio che le amministrazioni hanno messo in atto per preservare l’ambiente e promuovere un turismo sostenibile.

Fra gli indicatori presi in considerazione troviamo: l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione, la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla riduzione della produzione, la raccolta differenziata e la gestione dei rifiuti pericolosi, le iniziative promosse dai comuni per una migliore vivibilità nel periodo estivo, la possibilità di utilizzare mezzi di trasporto sostenibili per recarsi in spiaggia, la valorizzazione delle aree naturalistiche presenti sul territorio, la cura dell’arredo urbano e del litorale e la possibilità di accesso al mare per tutti i fruitori anche disabili senza limitazioni.

Tutti argomenti su cui abbiamo un fortissimo ritardo e tanto, ma tanto davvero, lavoro da fare.

Giancarlo Lo Monaco