POLITICA E STRUTTURE DA TERZO MONDO, DIFFICILE FARE TURISMO

Riceviamo e pubblichiamo: Fare sistema in un comparto come il turismo è certamente difficile. Il turismo non riguarda una categoria unica, né univoca, né omogenea. E’ un insieme di strutture, attività, servizi, sovente in concorrenza fra loro, con dinamiche e logistiche spesso indifferenti.
Si può escludere dal comparto turistico un ristorante, un bar, un negozio o un addetto ai trasporti, servizi di Ncc o Taxi?
Certamente l’albergo è la punta dell’iceberg, sicuramente è quello più caratterizzato, e forse il più attenzionato. Quando scegliamo una meta da visitare per prima cosa su internet cerchiamo gli alberghi.
In una realtà come quella siracusana, ma direi in generale siciliana, l’albergo si è saputo vestire d’eccellenza, (la ricezione alberghiera e non solo è cresciuta negli ultimi anni in maniera esponenziale), riuscendo anche a dare servizi di alto livello. Ma se questo non è coniugato con servizi “esterni” come trasporti e mobilità in genere, ristorazione, shopping, svago, dalla spiaggia alla discoteca, dai musei ai monumenti. Cosa può un albergo che fa della professionalità un punto fermo del suo impegno senza queste inalienabili appendici? Qui a Siracusa abbiamo ormai una qualità alberghiera con realtà di assoluta eccellenza, peraltro in espansione. Abbiamo una rete di ristorazione formidabile, soprattutto nel centro storico.
Varie le noti dolenti che riguardano: trasporto pubblico, mantenimento del litorale, strade disastrate, marciapiedi quasi inesistenti, scarsa pulizia delle strade, etc..
Se vogliamo fare del turismo, la filiera trainante dell’economia locale dobbiamo lavorare sui grandi numeri Non si viene in vacanza in una città a sud della tunisina Biserta, SOLO per il teatro greco e il barocco, a cui si dedicherà al massimo un giorno con insolazione annessa, si viene SOPRATTUTTO per il mare, da aprile a ottobre. E il mare i siracusani se lo sono mangiato, privatizzato, cancellato. E ora in gran parte abbandonato, dopo averlo massacrato e sottratto per sempre alla funzione pubblica. Chi ricorda Fontane Bianche o l’Arenella di 20 anni fa oggi non può fare a meno di assimilarle, anche nelle sere d’estate, a quei villaggi fantasma dei western con l’insegna del saloon cigolante al vento. Il mare non è mai stato per Siracusa una risorsa turistica ma un bene privato o da privatizzare. Chi sogna di renderlo tale riceve una character assassination come se volesse venire a rubare e non a costruire sviluppo. Il caso “De Gresy” ce lo ricordiamo tutti. Se poi aggiungiamo a tutto questo anche le difficoltà dovute ad Amministrazioni imbarazzanti, che lasciano senza manutenzione strade interne di primaria importanza come la cosiddetta “strada per Fonte Ciane” interessata da uno smottamento da oltre un anno e mai riparata, strada che collega vari insediamenti alberghieri anche di grande importanza e con riconoscimenti oltre che nazionali. La stessa strada se imboccata dalla statale 115 si rischia di trovarla allagata. Anche arrivare qui da noi (come del resto ad Agrigento o a Ragusa) è diventata un’impresa finalizzata a dissuadere i turisti. Aeroporti come quello di Catania sembrano fatti per scoraggiare non per incentivare i viaggi. Con sempre meno parcheggi ma anche con inesistenti servizi di collegamento perfino con Catania per non parlare di Siracusa. Il turista che arriva a Catania deve accettare una sfida per arrivare a Siracusa o, peggio, a Noto o a Marzamemi. Di treni nemmeno a parlarne. L’Italia della civiltà ferroviaria si ferma a Salerno. L’Italia dei Treni si ferma a Catania. Siracusa per le ferrovie non è più Italia. Per rispondere a tutto questo serve che le varie sigle sindacali, autonome e non, si mettano assieme per cercare di rendere il servizio che la gente, oltre ai propri assistiti si aspettano.
Senza campanilismi, senza colore politico, timori reverenziali. Dobbiamo eliminare rivalità e incomprensioni, non ce le possiamo permettere. Solo se saremo uniti, compatti, con idee e richieste chiare potremo essere controparte credibile, e, dico io, temibile per una politica sorda e istituzioni inefficienti.
Attendiamo dalla politica le risposte riguardanti le opportunità di sviluppo e vera occupazione.
Coordinatore Provinciale
Assoturismo Siracusa
Umberto Guidi

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