SALVO BENANTI: SIAMO IN DECADENZA ANCHE PERCHE’ SIAMO AMMINISTRATI DA PERFETTI SPROVVEDUTI

SALVO BENANTI: SIAMO IN DECADENZA ANCHE PERCHE’ SIAMO AMMINISTRATI DA PERFETTI SPROVVEDUTI

La tua scheda in breve?

Mi chiamo Salvo Benanti, ho tanti anni, faccio il giornalista quasi da sempre anche se in altre vite ho fatto cose diverse. Ho la passione della mia città, insieme alla quale ho vissuto poche annate buone e tante annate decadenti, tristi, inconcludenti.

La tua famiglia?

Una famiglia di lavoratori. Mio padre faceva il ferroviere, ma anche il tipografo. Per diletto suonava la tromba nella banda cittadina. Era una gran brava persona. Mia madre era bellissima. Veniva dalla famiglia Fuggetta, dell’eroe cittadino con la strada alla Borgata e il ricordo in Ortigia.

Figlio unico?

No. Una sorella e un fratello più grandi.

Come hai deciso di diventare giornalista?

Per me il giornalista non era solo fare la cronaca. Il giornalista era uno che raccontava storie. Belle e brutte, ma le raccontava così come erano avvenute.

Da quanti anni racconti storie?

Da 45 anni.

Insomma, in 45 anni hai visto e raccontato di tutto. Hai intervistato anche gente famosa?

Certo è capitato.

Raccontaci di questi famosi

Sarebbe molto lungo.

Magari fai solo i nomi?

Ho intervistato Leonardo Sciascia, Bettino Craxi, Giulio Andreotti, Valerio Zanone, Vittorio Gassman, Maurice Béjart, Emilio Greco. Ma potrei farti altre decine di nomi

I giornalisti siracusani con cui hai lavorato?

Anche qui una valanga. Ricordo che mi portò a La Sicilia Pino Filippelli, grande maestro e grande uomo. Ho fatto iniziative insieme a Dino Cartia, Armando Greco. Ricordo le parole del professor Lino Romano: “nella mia vita ho fatto tante battaglie e le ho perse quasi tutte”. Il mio “racconta storie” preferito Toi Bianca. La saggezza colta di Turi Maiorca e poi tanti altri, impossibile citarli tutti.

I politici che ricordi con piacere?

Dico subito Santi Nicita, Fausto Spagna, Nino Consiglio, Turi  Corallo, Concetto Lo Bello, Gino Foti, ma anche questo sarebbe un elenco lungo. Con tutti mi legano fatti successi, articoli scritti, storie raccontate. Alcuni li ho inseriti nel libro “I politici della domenica” che al tempo ebbe un buon successo, grazie anche alla prefazione raffinata dell’avvocato Corrado Piccione.

Quindi Filippelli ti porta a La Sicilia

Che è stata casa mia per oltre 20 anni.

Ti andava bene restare a Siracusa? Nessuna tentazione?

No le tentazioni ci sono state. Ad un certo punto ho dovuto anche scegliere se trasferirmi a Roma o restare nella mia amata Siracusa. A Roma magari avrei fatto tutta un’altra vita, con un giornalismo diverso. Non ci sono comunque controprove.

Facendo il giornalista a Siracusa invece?

Mi sono sbizzarrito. Ho fatto di tutto e di più.

Ad esempio?

Ho diretto diverse televisioni, condotto programmi radiofonici e televisivi. Ricordo che per un certo periodo facevo una trasmissione che durava tutta la notte in una emittente a Belvedere.

E poi?

Poi ho fatto il giornalista d’arte. Ho vissuto un paio d’anni dentro le gallerie d’arte. Ho conosciuto due incredibili soggetti come Michelangelo Castello e Demetrio Paparoni, due siracusani d’eccellenza che sono riusciti a portare Siracusa al centro della nuova arte internazionale.

E poi?

Ho fatto l’ufficio stampa di Mater Dulcissima all’ex chiesa dei Cavalieri di Malta con artisti come Mimmo Paladino, Gilbert e George, Gerhard Richter, Mario Merz, Giuseppe Penone, Sol Lewitt, Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Anish Kapoor, Arnulf Rainer, Michelangelo Pistoletto, Emilio Vedova, Gilberto Zorio.  Pensa che oggi Italia vuole affittare questo luogo magico a 700 euro al mese.

Magari Italia non sa di Mater Dulcissima?

Lasciamo stare.

Hai parlato di un grande come Bèjart

Certo. Fece a Siracusa grandi spettacoli di danza, con 100 primi ballerini. Sette spettacoli costarono alla Giunta Spagna 35 milioni, meno di 18mila euro. Di Bejart a Siracusa parlò mezzo mondo.

Come andava Siracusa negli anni Ottanta/Novanta?

Era un’altra vita ed era anche un’altra città.

E la politica?

La politica era meno improvvisata. C’era un cursus honorum che tutti ritenevano giusto. Per ricoprire un qualsiasi ruolo si doveva studiare, approfondire, avere competenze. Prima si frequentava il partito, se eri bravo venivi proposto per una candidatura nel quartiere dove facevi la gavetta.  Se emergevi al quartiere potevi anche aspirare a candidarti consigliere comunale e se lo diventavi per i primi cinque anni dovevi fare solo esperienza e conoscenza. Dopo, sempre se le tue doti erano evidenti, potevi iniziare la carriera politica. Oggi invece..

Oggi invece?

Oggi invece dei perfetti sprovveduti, ignoranti dei fatti amministrativi e spesso anche ignoranti della storia di Siracusa, fanno i presidenti del consiglio comunale, gli assessori. Un disastro.

Come sempre niente mezze misure?

Guarda che non è così. Come giornalista racconto tutto quello che succede che è poi la procedura eticamente corretta. C’è invece chi racconta la versione dei potenti di cui è servitore e vuole farti sembrare un bastian contrario che parla contro solo per diletto o per abitudine

E non è così?

Ma per niente. Chi dà questa versione è in cattiva fede e quasi sempre schierato con il peggiore.

Perché allora sei sempre contrario?

Per colpa di chi vota a Siracusa visto che sceglie da anni sindaci inadeguati. Come si fa a non essere contrari a Garozzo o peggio a Italia?

Torniamo alle tue interviste coi famosi. Sciascia?

L’ho intervistato il giorno dell’inaugurazione del museo Paolo Orsi. Mentre c’era la cerimonia lui era fuori in un vialetto che fumava. Mi sono avvicinato e gli ho chiesto, un po’ intimorito dalla sua espressione accigliata, se potevo fargli qualche domanda, Certo, ha risposto, basta che non è sulla mafia.

Craxi?

Venne a Siracusa da presidente del Consiglio. Sinceramente non mi ricordo qual era la notizia importante in quel momento. Comunque mi rivolsi a lui chiamandolo compagno Bettino e gli chiesi una battuta sul fatto importante. “Fai tu – mi disse -, resta sul generico, non farmi fare brutta figura”.

Emilio Greco?

Un grande. Abbiamo trascorso una giornata insieme a Villa Politi dove era alloggiato. “A Siracusa c’è una magia indefinibile, qualcosa che si sente dalle sue pietre, dalla sua storia, dagli antichi poeti”, parole di Emilio Greco.

Invece oggi intervisti?

Chi ha comunque qualcosa da dire, chi ha qualcosa di interessante da raccontare…

Niente grandi nomi?

Direi che è difficile che ci siano in giro grandi nomi

Non ci sono più i politici di una volta?

Questo è sotto gli occhi di tutti. Ho letto di un ministro che vuole togliere dalle materie di studio la storia dell’arte perché quando andava lui a scuola era una schiappa. Siamo messi male.

Gli artisti?

Ho intervistato Gassman, ho trascorso una nottata discutendo con Mike Buongiorno al bar Manhattan di viale Teracati, scoprendo una persona totalmente diversa dal mister allegria della tv. Ho intervistato Dalla e Morandi nel ristorante a due passi dal teatro greco, ho intervistato Venditti  prima del suo concerto al Verga. Ho intervistato..

Ok capito. I politici di oggi e gli artisti di oggi non ti fanno sospirare, non ti entusiasmano insomma?

Non è così, è un fatto diverso. Sono un curioso, adoro le emozioni e continuo ad intervistare chi desta interesse

Anche quelli che non ti piacciono?

Soprattutto. Certo, spesso non capiscono la professionalità e cercano addirittura di evitare interviste, mi riferisco ai politici principianti che si danno arie non avendo davvero dove poggiarle.

Come funziona, tu li inviti per un’intervista

E anche gli scarsi accettano perché una intervista ha sempre il suo fascino. Poi ci sono quelli in malafede, quelli che non riescono a capire che il giornalista lavora e se loro ricoprono un ruolo istituzionale li intervista comunque. Quelli in malafede nascondono defilandosi la loro pochezza e in alcuni casi, pochissimi per fortuna, anche la loro scarsa educazione non rispondendo neppure.

In questi rari casi che succede?

Nulla, che vuoi che succeda, l’educazione non è obbligatoria.

Coi furbi come va?

Non mi piace già la categoria. Basta loro far capire che io sono nato di notte, ma non ieri notte.

E come lo fai capire?

Dritto per dritto, i giri di parole nei rapporti sono quasi sempre inquinanti.

Vediamo allora dritto per dritto alcuni giudizi. Garozzo?

Amministratore scarso, furbo nei corridoi.

Italia?

Peggio di Garozzo. Giancarlo non si nasconde, è quello che appare. Italia invece ha le bugie compulsive, almeno una trentina al giorno, inaffidabile elevato ad enne.

Scala?

Non la conosco. E’ partita malissimo: Ha detto bugie sulla sua elezione che è stata un grande inciucio con Pd e transfughi di destra, non è super partes, è rimasta col sindaco insieme ad altri due consiglieri. Non ha capito ancora che è la seconda carica del Vermexio, mi riferisco ai comportamenti istituzionali e all’atteggiamento nei confronti dell’informazione dritta.

Ti continui a divertire facendo il giornalista?

Ti dico la verità, molto meno di prima. Mi occupo della città e vedo incompetenti e arroganti assumere decisioni assurde per conto dei siracusani. E spesso si tratta di assessori che non hanno nemmeno l’avallo del consenso popolare. E’ dura, ma non mollo. La nottata dovrà pur passare

SALVO BENANTI: SIAMO IN DECADENZA ANCHE PERCHE’ SIAMO AMMINISTRATI DA PERFETTI SPROVVEDUTI ultima modifica: 2019-08-17T11:04:43+02:00 da IfattiSiracusa