PERCHE’ L’EX PROVINCIA DI SIRACUSA E’ COSI’ INDEBITATA? PER NICOLA BONO E’ TUTTA COLPA DI MARZIANO

PERCHE’ L’EX PROVINCIA DI SIRACUSA E’ COSI’ INDEBITATA? PER NICOLA BONO E’ TUTTA COLPA DI MARZIANO

Perché l’ex Provincia regionale si è ridotta in brache di tela? Perché da una agiatezza economica consolidata, è arrivata al ruolo di cenerentola fra le province siciliane. E’ vero c’è la crisi, c’è la riforma di latta del vanaglorioso Crocetta, ma è un fatto che oggi il Libero Consorzio di Siracusa è in condizioni peggiori rispetto agli altri consorzi siciliani. Una parte della spiegazione a tutto questo la fornisce, in maniera dettagliata, la relazione di conclusione mandato dell’ultimo presidente della Provincia, Nicola Bono che intitola un capitolo “IL LASCITO SCELLERATO DELLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE” e scrive: Quando mi sono insediato alla Presidenza della Provincia, le condizioni dell’Ente non erano affatto normali. Era infatti accaduto, che la precedente amministrazione sia nel 2006 che nel 2007, pur godendo per questo ultimo esercizio di un deficit programmato pari a ben 10 milioni e 806 mila euro, e malgrado non avesse subito alcun taglio ai trasferimenti dello Stato e della Regione, che invece hanno imperversato in tutto il corso dell’intera mia gestione, non contenta della disponibilità di risorse, pensò bene di sforare di nuovo il Patto di Stabilità, spendendo ben € 3.873.000,00 in più di quelli che avrebbe potuto correttamente utilizzare. Una scelta scellerata, ancora più grave laddove si consideri che era stato il frutto di una ben precisa volontà politica, difesa e giustificata con una dose di iattanza, perlomeno pari all’incoscienza di condannare l’Ente alle conseguenti gravissime penalizzazioni. Riporto, infatti, uno stralcio di ciò che il Presidente Marziano dichiarò in Aula in occasione del dibattito per l’approvazione del Bilancio 2006, anch’esso ovviamente sforato rispetto al Patto di Stabilità, che evidenzia bene la concezione dell’allora compagine amministrativa circa il rispetto delle leggi di finanza pubblica e, quindi, delle istituzioni e in fine dei conti dello stesso principio di legalità: “Marziano ……… Omissis, il nostro bilancio è qualcosa di cui essere fiero perché …… omissis, sforiamo il patto di stabilità perché lo sforeremo assieme ad altre 70 e più province italiane, …….. Omissis lo abbiamo fatto per quel minimo necessario a garantire la funzionalità dell’Ente; …… Omissis il Cons. Prov.le non deve avere alcuna preoccupazione ad assumersi la responsabilità politica del superamento del patto di stabilità perché lo stiamo facendo per gli investimenti e non per la spesa corrente e perché consentitemi, visto che ho citato più volte il Codice Penale, se questo fosse un reato con il passaggio al sistema dei saldi verrà depenalizzato”. Questa dichiarazione si commenta da sé. E pur tuttavia è molto più grave di quello che già sembra a primo acchitto e non posso esimermi da un pur breve commento. 7 In primo luogo non c’è assolutamente alcuna fierezza nel violare le leggi dello Stato e, meno che mai, farlo da parte di amministratori di enti pubblici, che sono anche componenti fondamentali dello Stato ed hanno quindi il sacrosanto dovere, più e meglio dei normali cittadini di tutelare i capisaldi giuridici del sistema. Non è poi affatto vero che quell’anno a violare il patto di stabilità furono oltre settanta Province Italiane (su un totale di 107), ma solo sei, mentre nel 2007 furono nove. Ma la cosa più grave e che solo due province in Italia hanno sforato il Patto di stabilità nel 2006 e 2007, e ovviamente una di queste due è stata Siracusa. La stessa procedura venne quindi eseguita nel 2007, anche se in questo caso le dimissioni del Presidente Marziano per candidarsi all’ARS, ci risparmiarono una sua nuova sterile e vanagloriosa filippica contro i vincoli del Patto di Stabilità, per giustificare l’assurdità della decisione di averli ancora una volta violati. Grazie al duplice sforamento del patto di stabilità nel 2006 e 2007, ma soprattutto per effetto di quest’ultimo, le riduzioni di capacità di spesa per la Provincia Regionale di Siracusa iniziarono molto prima che arrivassero i tagli imposti dalla crisi, quale lascito avvelenato della precedente amministrazione”. Insomma, per colpa della gestione allegra di Marziano, dice ancora Bono, “la Provincia aveva sforato per due anni consecutivi (2006 e 2007) il Patto di stabilità, quindi era stata sanzionata pesantemente, sia finanziariamente, con una penalizzazione di ben 22 milioni di euro complessivi nel triennio, sia per il fatto che per un anno e mezzo non si erano potuti nominare i nuovi dirigenti di tutti i settori organizzativi. Dal punto di vista finanziario, per avere chiaro cosa abbiano significato i tagli di trasferimenti e le varie leggi sulla Spending review, tra il 2008 e il 2013, si è passati da 67 milioni di euro ad appena 39 milioni e 800 mila ero circa, con una minore capacità di spesa del 40 per cento”.

QUANDO MARZIANO ACQUISTO’ LA SEDE DELLA CASSA DI RISPARMIO

Ma ci sono anche alcune operazioni economiche di ieri, oggi fortemente contestate. Tantissimi i miliardi spesi inutilmente, basterebbe fare l’esempio di quelli buttati nel pozzo di san Patrizio dell’autodromo e dell’ex cinema Verga, ma c’è la madre di tutte le operazioni che è certamente l’acquisto dal Banco di Sicilia, proprietario, del palazzo di piazza Archimede dove era sistemata la Cassa di Risparmio, un’operazione costata all’ex Provincia oggi Libero Consorzio, qualcosa come 14 miliardi delle vecchie lire. Per la verità l’acquisto di questo palazzo venne contestato al presidente Bruno Marziano dal consigliere provinciale Salvatore Mangiafico e da molti altri. Ci furono roventi polemiche, accuse trancianti, minacce di adire le vie legali, il tutto motivato dalle grosse cifre in ballo. Come replica ci fu questo comunicato dell’ex presidente della Provincia: Alle osservazioni del consigliere provinciale della opposizione Salvatore Mangiafico sull’acquisto della ex Cassa di Risparmio ha risposto in una conferenza stampa il Presidente della Provincia di Siracusa Bruno Marziano. Il Presidente, carte in mano, ha dettagliato nei minimi particolari tutta la faccenda. Le ragioni dell’acquisto della ex sede della Cassa di Risparmio di Piazza Archimede ( di proprietà del Banco di Sicilia, nella foto) sono le seguenti. La provincia deve ristrutturare parte della sede della Prefettura e l’intero stabile di Via Malta, per i quali può usufruire entro breve, pena la decadenza del finanziamento, dei fondi previsti dalla Legge 433 sulle ristrutturazioni antisismiche. Per la Prefettura il finanziamento è di oltre tre milioni di euro, mentre per Via Malta di tre milioni e 821 mila euro. Per cui è necessario, sia per la Provincia che per la Prefettura, fruire di nuovi locali dove allocare gli uffici, evitando così di prendere locali in affitto. Per quanto concerne l’acquisto della Ex Cassa di Risparmio la provincia spenderà complessivamente sei milioni e 400 mila euro. La richiesta originaria del Banco di Sicilia era di 5 milioni e 500 mila euro. La Provincia propose ed ottenne l’acquisto per una cifra inferiore cioè 4 milioni e 900 mila . Quindi avendone un risparmio significativo. Successivamente il Banco di Sicilia si assunse l’onere della ristrutturazione entro il 31 marzo prossimo. Ed è per tale motivo che la spesa complessa arriva a 6 milioni e 400 mila euro, compresa l’Iva. La carta annua del mutuo contratto dalla Provincia sarà di 482 mila euro . Una cifra inferiore alla somma attualmente pagata ogni anno dalla Provincia per gli affitti ( APIT, Piazzale Marconi, Via Tripoli). Per cui, a regime la provincia, senza alcun affitto, sarà proprietaria di tutti gli stabili in cui avrà gli uffici. E cioè Via Roma e Piazza Archimede per gli uffici istituzionali e di rappresentanza , gli uffici di Via Malta ristrutturati, l’ex Consorzio Agrario acquistato tre anni fa e dove, oltre agli uffici vi è la sede del Banco Alimentare, vero fiore all’occhiello nella politica sociale delle Amministrazione . Parlando della sede dell’Ex Consorzio Agrario Marziano ha annunciato che sempre in quello spazio sarà realizzata una struttura multifunzione nel campo dello spettacolo e della cultura ( Le “nostre Ciminiere”, ha detto), oltre alla sede del nuovo Ufficio Provinciale della Programmazione Negoziata. Circa le osservazioni sulla “corsa” per la realizzazione dell’operazione Marziano ha evidenziato come sono passati i tempi della lentezza burocratica e che ora la Provincia si muove in modo dinamico, rapido ed efficiente. Ha anche ricordato come, non certo per colpa del presidente precedete, gli uffici della provincia, sei anni fa, erano costipati fra Via Malta e Via Tripoli, con forti spese in termini di affitti. Marziano ha concluso dicendo che è soddisfatto del fatto che il confronto sul tema si svolga sul piano politico-amministrativo , ma che la Provincia ha tutte le carte in regola per potere affrontare, con serenità, anche eventuali sfide di tipo giudiziario”. Nei fatti le cose sono andate diversamente, il palazzo acquistato non è mai diventato sede dell’ex Provincia o di uffici provinciali. Nonostante infatti il recupero del vecchio palazzo della Prefettura sia stato completato, la stessa Prefettura non ci pensa nemmeno a spostarsi in via Maestranza, troppo stretta per esigenze di spazio ormai lievitate avendo da 10 anni un intero palazzo a disposizione. Restano poi in ogni caso altri punti deboli: Il prezzo pagato è congruo? Il mutuo di mezzo milione annuo è accettabile? Qual è l’utile dell’ex Provincia oggi Libero Consorzio di Siracusa in tutta questa operazione?

 

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PERCHE’ L’EX PROVINCIA DI SIRACUSA E’ COSI’ INDEBITATA? PER NICOLA BONO E’ TUTTA COLPA DI MARZIANO ultima modifica: 2019-04-14T15:45:31+00:00 da IfattiSiracusa